L’Unione Europea ha raggiunto un accordo commerciale con i Paesi del Mercosur, ovvero Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, dopo oltre venticinque anni di negoziati. Questo accordo rappresenta il più ampio accordo di libero scambio mai concluso da Bruxelles e copre un’area che comprende circa 780 milioni di persone. Il Mercosur è il principale blocco economico dell’America Latina e riunisce alcune delle economie più rilevanti del continente sudamericano.
Secondo Agathe Demarais, Senior Policy Fellow dello European Council on Foreign Relations, l’accordo UE-Mercosur rafforza il peso geopolitico ed economico dell’Europa, offrendo una risposta strategica al protezionismo e alla competizione con la Cina. L’intesa segna anche un passo chiave nella diversificazione dei mercati di esportazione europei e nell’accesso a materie prime critiche essenziali per la transizione verde.
L’accordo copre un’area di competizione strategica sempre più intensa, dove l’influenza cinese è cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Non firmare l’accordo avrebbe significato, per Bruxelles, correre il rischio di spingere ulteriormente le economie latinoamericane verso l’orbita di Pechino. L’intesa manda anche un segnale chiaro sulla volontà europea di diversificare i propri mercati di esportazione, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti in un contesto di crescente incertezza commerciale.
L’accordo ha inoltre una rilevanza strategica diretta sul fronte delle materie prime critiche, tema centrale per la transizione energetica europea. I Paesi del Mercosur dispongono di riserve fondamentali per le filiere verdi e tecnologiche dell’Unione, come ad esempio il Brasile che detiene il 20% delle riserve mondiali di grafite, nichel, manganese e terre rare, e il 94% delle riserve globali di niobio. L’Argentina dispone delle terze riserve mondiali di litio, essenziale per le batterie dei veicoli elettrici.

