Negli Stati Uniti, un atto d’accusa contro Nicolas Maduro è stato reso pubblico, firmato dal procuratore del distretto meridionale di New York, Jay Clayton. Le imputazioni includono narcoterrorismo, traffico internazionale di cocaina, possesso di armi automatiche e ordigni distruttivi. Gli indagati sono cinque, tutti appartenenti al cerchio ristretto dell’ex presidente venezuelano: la moglie Cilia Flores, il figlio Nicolas Ernesto Maduro, il ministro dell’interno Diosdado Cabello, l’ex ministro Rodrìguez Chacín e Héctor ‘Niño Guerrero’.
Secondo l’accusa, Maduro avrebbe agito in partnership con i suoi complici usando l’autorità ottenuta illegalmente e le istituzioni da lui corrotte per trasportare migliaia di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti. Ciò sarebbe stato fatto in collaborazione con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia e all’interno del cosiddetto Cartel de los Soles. Tuttavia, l’atto non contiene prove dirette come intercettazioni, documenti finanziari, testimonianze o stralci di informative di terze parti.
Gran parte dell’impianto accusatorio si basa su dichiarazioni di ex funzionari venezuelani che hanno disertato o che collaborano con la Drug Enforcement Administration. Tra i “super-testimoni” c’è l’ex capo dell’intelligence militare Hugo Armando Carvajal Barrios, che si è dichiarato colpevole a New York ma non è ancora stato condannato. Le accuse parlano spesso di droga distribuita “con la consapevolezza” che potesse arrivare negli Usa o di una “eventuale” destinazione statunitense.
L’unico sequestro concreto citato risale al 2006, quando in Messico furono intercettate 5,5 tonnellate di cocaina. Questa coca era arrivata a bordo di furgoni nell’hangar presidenziale dell’aeroporto venezuelano di Maiquetia, dove poi era stata caricata da membri della Guardia nazionale a bordo di un DC-9. Maduro è anche accusato di aver venduto passaporti diplomatici venezuelani a individui che sapeva fossero trafficanti di droga tra il 2006 e il 2008, al fine di trasferire i proventi della droga dal Messico al Venezuela sotto copertura diplomatica. Il Cartel de los Soles è descritto dagli esperti come una rete di corruzione interna alle forze di sicurezza venezuelane che come un cartello strutturato.

