Nella notte di gala dell’Amarcort Film Festival, tenutasi al Cinema Tiberio, il regista neozelandese Tom Furniss ha vinto la statuetta felliniana più prestigiosa con il film Rochelle. Questo film è un vero viaggio emotivo sull’elaborazione del lutto, raccontando la storia di un giovane che affronta la perdita traumatica di un amico usando un’auto come simbolo di tutto ciò che resta.
Il protagonista Mark, interpretato da Benjamin Sawyer, decide di iscriversi a un “demolition derby” locale con la stessa auto con cui il suo migliore amico si è suicidato. Il film è stato applaudito anche per la fotografia cruda e intimista. Oltre al vincitore Rochelle, sono stati premiati anche Burul di Adilet Karzhoev, Amplified di Dina Naser e Ne Me Quitte Pas di Karim Huu Do.
Il regista svizzero ha vinto anche il riconoscimento Menzione Corto Fellini, mentre la Menzione Comitato Tecnico è stata assegnata a Relocation di Dazhi Huang, Agapè di Matteo Georges El Hani e Va Bene così di Paolo Addario. Tra i giovani registi under 40, è stato premiato Edgardo Pistone con il lungometraggio d’esordio Ciao Bambino, vincitore del Premio Burdlaz.
Sono stati assegnati premi anche in altre categorie, come la categoria Aldina, aperta alle scuole di cinema, dove il premio è stato assegnato a Lovers’ Story: fragment(s) di Marta Irene Giotti. Nella sezione Rex, dedicata ai corti d’animazione, ha trionfato Autokar di Sylwia SZKIŁĄDŹ. Il documentario After Fentanyl di Rinaldas Tomaševičius ha vinto nella sezione Calzinaz, mentre il progetto Velocità di fuga – About Escape Velocity di Andrea Belcastro ha vinto nella sezione Gironzalon.
Sono stati assegnati premi anche per i corti short di Gradisca, il videoclip musicale nella sezione Cantarel, i cortometraggi d’animazione per i più piccoli nella sezione Miranda, e i cortometraggi incentrati sul movimento e linguaggio del corpo nella sezione Volpina. Il Premio Cinema e Neurodivergenza è stato assegnato a My Brother, my brother di Abdelrahman Dnewar e Saad Dnewear, mentre il Premio Wonderland è stato assegnato a THING ABOUT KASHEM di Bijon Imtiaz.

