L’Arabia Saudita ha accusato pubblicamente gli Emirati Arabi Uniti, uno stato arabo del Golfo e alleato nella guerra in Yemen, di minacciare la sicurezza nazionale. Questa accusa rappresenta un cambio di rotta significativo nelle relazioni tra i due paesi, che in passato erano stati alleati nella lotta contro gli Houthi in Yemen.
L’Arabia Saudita è preoccupata per il ruolo degli Emirati Arabi Uniti in Yemen e in Sudan, paesi strategici per la sicurezza del regno. In particolare, Riyadh teme che l’instabilità o il collasso di questi paesi possa avere gravi conseguenze per la propria sicurezza nazionale. Le preoccupazioni dell’Arabia Saudita si estendono anche alla politica degli Emirati Arabi Uniti nel Corno d’Africa e in Siria, dove Abu Dhabi ha coltivato legami con elementi della comunità drusa.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno risposto che la loro politica estera si concentra sulla cooperazione internazionale e sulla prosperità a lungo termine, cercando di promuovere una “leadership responsabile” e un “progresso duraturo”. Tuttavia, l’Arabia Saudita ritiene che gli Emirati Arabi Uniti stiano minacciando la sua sicurezza nazionale, soprattutto a causa del loro ruolo in Yemen e in Sudan. La competizione tra i due paesi si sta intensificando, con l’Arabia Saudita che cerca di affermare la sua influenza nella regione e gli Emirati Arabi Uniti che cercano di aumentare la loro indipendenza.
Gli analisti non si aspettano che la frattura tra i due paesi sfoci in un conflitto diretto, ma un deterioramento anche limitato potrebbe avere conseguenze di ampia portata. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono tra i più grandi esportatori di petrolio del mondo e si trovano vicino a due dei più critici punti di transito marittimo nel commercio globale: lo Stretto di Hormuz e Bab al-Mandab. Un eventuale confronto tra i due alleati statunitensi sarebbe quindi osservato con attenzione dai mercati energetici.

