Giuseppe Giorgi, vice presidente dell’assemblea provinciale del Partito Democratico di Arezzo, esprime le sue riflessioni sulla città e sulla sua comunità. Sentendo una nuova sensibilità che esclude le chiusure promozionali, Giorgi promuove la politica come strumento al servizio di Arezzo, cercando di uscire dalle trasversalità coatte e di favorire il cambiamento.
Nell’ultimo decennio, Arezzo ha vissuto un individualismo che ha distanziato il Comune dalla cittadinanza, con una giostra di nomi e cognomi che non ha prodotto un progetto per la città. Il centrosinistra non voterà solo un nome e un cognome, ma cerca un percorso partecipativo che coinvolga i cittadini elettori e le comunità, attraverso quattro grandi incontri sui quartieri di Arezzo e le zone cardinali.
Giorgi propone un modello partecipativo che rilanci Arezzo, ispirandosi alle esperienze della governatrice Proietti e della sindaca Ferdinandi a Perugia. La città può essere una comunità plurale se il centrosinistra saprà coniugare attese e proposte, diritti di cittadinanza e doveri di partecipazione.
Giorgi promuove l’idea di consigli comunitari come organi di partecipazione di base, e cita l’interessante lavoro delle Acli Aretine su “Politica del territorio, un quaderno per la municipalità partecipata”. Inoltre, propone di censire gli edifici comunali vuoti e inutilizzati e di pianificare per ridurre le povertà, con la formazione e l’azione degli operatori di strada comunali.
Per rendere Arezzo più sicura, Giorgi suggerisce di unire prevenzione e controlli, illuminazione e carabinieri di quartiere. Inoltre, propone di migliorare la manutenzione e il decoro della città, e di promuovere la cultura e il turismo di qualità, valorizzando le tipicità di Terre di Arezzo.
Infine, Giorgi risponde alle domande su come e chi possa guidare il cambiamento, sostenendo che gli interessi dei cerchietti magici non sono importanti, e che solo l’unità e le scelte di priorità programmatiche possono far vincere il centrosinistra. Giorgi è per una alleanza vasta che non escluda a priori nessuno e che parta da un programma partecipato e da una squadra politicamente competente e professionalmente abile.

