Banca di Asti è diventata una delle banche più ambite nel settore bancario, con numerose voci sui possibili acquirenti. Tuttavia, gli addetti ai lavori temono che, se dovesse essere acquistata da un gruppo più grande, potrebbe perdere la sua identità. L’amministratore delegato di Banca di Asti, Carlo Demartini, condivide questo timore e sottolinea che la banca ha prodotto utili per oltre 350 milioni di euro negli ultimi 5 anni e ha aumentato costantemente i dividendi negli ultimi 4 anni.
Demartini afferma che la banca è focalizzata sulla relazione diretta con le comunità sociali ed economiche e che il suo obiettivo è quello di essere vicina alle famiglie e alle aziende dei territori dove opera. La banca ha finanziato le imprese con 2 miliardi di euro negli ultimi 3 anni e ha restituito al territorio 225 milioni di euro in tasse, retribuzioni e dividendi solo nel 2024.
La banca ha un piano industriale ambizioso e sta andando bene, con un utile netto di oltre 50 milioni nel 2024. Demartini afferma che ci sono operazioni interessanti in vista e che la banca continuerà a crescere e a valorizzare la sua presenza nel territorio. La Fondazione ha avviato il processo di valorizzazione di una parte delle quote, ma Demartini sottolinea che l’azionista è libero di fare quello che vuole, ma dal punto di vista industriale, il timore è che smantellare la banca potrebbe non essere una buona idea per l’economia locale.
Demartini afferma che la banca può essere il motore per aggregare realtà del territorio a difesa della economia locale e che il miglior modo per difendere l’economia astigiana e piemontese è fare banca in modo serio, costruendo fiducia con i clienti. La banca ha un patrimonio netto di oltre 1,1 miliardi di euro e indicatori di solidità tra i migliori del settore bancario.

