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martedì – 13 Gennaio 2026

Calabria cerca medici all’estero

La sanità in Calabria sta attraversando un momento delicato, caratterizzato da urgenza e geopolitica. A causa della carenza di medici e infermieri negli ospedali, la Regione Calabria ha deciso di proseguire con il reclutamento di personale sanitario dall’estero, nonostante le perplessità degli Ordini professionali. La Regione ritiene che senza un rapido innesto di nuove forze, interi reparti rischino di chiudere, trasformando l’emergenza cronica in un collasso strutturale.

Il nuovo piano di reclutamento guarda oltre l’esperienza cubana e si estende a un canale delicato, quello degli Stati Uniti, che sono stati chiamati a supportare la ricerca di medici da Paesi extra-UE. Tuttavia, questo percorso è reso difficile dalle minacce di sanzioni dell’amministrazione americana contro chi stipula accordi con l’Avana.

Recentemente, è stato reso noto che la Regione Calabria sta cercando nuove sponde e nuovi bacini di reclutamento per non restare ostaggio di equilibri geopolitici instabili. Il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato l’arrivo di almeno cento nuovi medici e la possibilità di estendere la finestra operativa fino al 2029. I criteri di reclutamento includono la conoscenza dell’italiano o dello spagnolo, al fine di ridurre al minimo le barriere comunicative nelle corsie.

Tuttavia, le Federazioni degli ordini professionali hanno espresso critiche nei confronti di questo piano, sostenendo che prorogare deroghe sul riconoscimento dei titoli potrebbe portare a una sanità a doppio standard. Gli ordini professionali ritengono che la sicurezza dei pazienti debba essere garantita attraverso controlli stringenti e allineati alle regole europee.

La Regione Calabria sostiene che senza i professionisti arrivati dall’estero, molte strutture avrebbero già chiuso, con effetti devastanti per i territori già fragili. La scelta di reclutare personale sanitario dall’estero è quindi rivendicata come necessaria per garantire la continuità del servizio pubblico. I pazienti, intanto, attendono risposte tempestive e cure sicure, senza preoccuparsi della provenienza dei medici. La Regione Calabria deve dimostrare di essere in grado di gestire l’emergenza senza trasformarla in un alibi permanente.

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