Solitamente un evento di gala è un appuntamento mondano, elegante, dove il dress code è ingessato nella stretta cornice della forma. Tuttavia, l’evento andato in scena all’«Axum Molinari Stadium» non rientra nei canoni classici e formali tanto amati dell’alta società, ma esattamente il contrario. Il rito domenicale della tribù del calcio, consumato a Campobasso, ha interessato l’altra società, quella popolare; dove l’eleganza è stata dettata dai colori delle sciarpe e dei cappelli, quali elementi simbolico-religiosi, segni di appartenenza e condivisione di una fede e dove il dress code è stato ingessato dal sudore e dal fango incrostato sulle maglie e sul viso dei giocatori.
L’ospite d’onore è stata la nobile Ravenna, città di antica storia e di alto lignaggio culturale. Il ricevimento è stato un evento maschio, tignoso, a tratti ruvido, aperto da un aperitivo dove i giallorossi romagnoli hanno cercato di arrivare per primi al tavolo del buffet, chiuso alla degustazione da un monumentale Tantalocchi. Dopo di che sono state servite le portate più sostanziose, quelle più “contadine”, fatte di torcinelli e carne di cinghiale, verso le quali gli stomaci dei ragazzi di casa si sono dimostrati più ignoranti e voraci.
Tra una portata e l’altra, l’intrattenimento musicale, vocale e coreografico è stato assicurato dall’impianto vocale della Curva Nord e da quello portato in Curva Sud dai circa duecento tifosi arrivati da Ravenna. Il primo ballo si è lasciato apprezzare al 51′, quando Gala ha regalato alla platea un serie di passi di tango: laterale sinistro, laterale destro e incrocio… palla in rete, uno a zero. Immediatamente dopo è stata la volta dell’esibizione del ravennate Luciani che, al 56′, pareggiava i balli con un semplice passo di liscio romagnolo dagli undici metri.
Ma la terra del Sud non dimentica le sue origini folkloriche, quindi, poco prima del fine festa, regalava all’80′ l’ultimo ballo, una tarantella corale campana, terminata di nuovo con il passo sinistro del provetto ballerino napoletano Gala… palla ancora in rete, due a uno. Il pomeriggio di Gala volgeva al termine con il consueto brindisi finale, consumato con i calici rivolti verso l’alto della Nord che ricambiava l’omaggio con cori e applausi al Campobasso più bello e vigoroso della stagione. Una dolce e collettiva ubriacatura per una vittoria di prestigio che fa gonfiare i petti. Il maestro di ballo mister Zauri sta disponendo i ragazzi in maniera più attenta ma senza rinunciare al gioco d’attacco, una squadra che nelle ultime partite sta dimostrando bellezza e sacrificio, sudando con la grinta la maglietta.

