La città di Agrigento ha ceduto il titolo di Capitale italiana della cultura a L’Aquila, che lo deterrà per il prossimo periodo. La cerimonia di avvicendamento si è svolta in un teatro Pirandello semi deserto, con poche presenze istituzionali, tra cui il sindaco di Agrigento Franco Miccichè e il sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi.
Il sindaco di Agrigento ha dichiarato di lasciare un’eredità importante alla città, creando le basi per il futuro, e che il suo lavoro non è un punto di arrivo ma di partenza per chi verrà dopo di lui. Il sindaco di L’Aquila ha affermato che la città si sta preparando con entusiasmo per il suo anno di cultura, considerando il titolo come uno strumento identitario e di orgoglio dopo gli eventi passati.
L’assessore dei Beni culturali della Regione, Francesco Scarpinato, ha sottolineato l’impegno della Regione nella gestione degli eventi, mentre l’ex prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta, ha evidenziato la rilevanza culturale delle iniziative svolte. Il presidente della Fondazione Agrigento 2025 ha affermato che il 2025 è stato un anno di lavoro intenso e complesso, con risultati organizzativi significativi e una domanda reale di cultura da parte della città.
La cerimonia di chiusura ha visto la distribuzione di un volume che raccoglie i 1110 eventi complessivi svolti durante l’anno di cultura, ma probabilmente poca memoria di essi rimarrà in città. Il prossimo 17 gennaio, il sindaco di L’Aquila accoglierà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’avvio ufficiale del suo anno di cultura.

