La transizione energetica e l’esplosione dell’intelligenza artificiale stanno spingendo la domanda di rame verso livelli senza precedenti. Secondo le stime, senza nuovi investimenti nella produzione, il metallo rosso rischia di trasformarsi da abilitatore della crescita a vero collo di bottiglia per l’economia mondiale.
Il mondo si avvia verso una grave carenza di rame, destinata a rappresentare un rischio sistemico per la crescita globale nei prossimi decenni. Secondo un rapporto di S&P Global, il deficit potrebbe raggiungere 10 milioni di tonnellate entro il 2040, pari a quasi un terzo dell’attuale domanda mondiale, in assenza di una significativa espansione dell’offerta.
La crescente pressione sul mercato è dovuta al ruolo sempre più centrale del rame nella elettrificazione dell’economia. Il metallo è indispensabile sia per le reti elettriche che per i data center necessari a sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La domanda globale, stimata in circa 28 milioni di tonnellate lo scorso anno, potrebbe salire fino a 42 milioni di tonnellate nel 2040, con l’Asia destinata a rappresentare circa il 60% dell’incremento complessivo.
Il mercato ha già iniziato a scontare queste tensioni, con il prezzo del rame sul London Metal Exchange (LME) salito da poco più di 8.000 dollari a tonnellata a oltre 13.000 dollari. Anche il rame scambiato sul COMEX scambia su livelli estremamente elevati. Secondo S&P Global, l’offerta globale rischia di raggiungere il picco intorno al 2030 per poi iniziare a calare, mentre molte miniere esistenti stanno invecchiando e diventando meno produttive.
La carenza di rame non è solo una questione industriale, ma assume una dimensione strategica e geopolitica. Con Stati Uniti e Cina che considerano sempre più l’intelligenza artificiale un tema di sicurezza nazionale, la capacità di assicurarsi forniture stabili di rame diventa essenziale per sostenere investimenti in elettrificazione e infrastrutture digitali.
Il ricorso al riciclo potrà attenuare solo in parte il problema, con la produzione da rame riciclato che potrebbe arrivare a circa 10 milioni di tonnellate entro il 2040. Per evitare che il rame diventi un freno strutturale alla crescita, sarà necessario uno sforzo coordinato per aumentare la produzione mineraria da circa 23 milioni di tonnellate nel 2025 ad almeno 32 milioni entro il 2040.

