Catanzaro si avvicina a un punto di svolta importante, che potrebbe concretizzarsi nei primi mesi del 2026, quando il Consiglio comunale approverà il Piano strutturale comunale (Psc), lo strumento urbanistico per eccellenza. Il Psc è il passaggio politico più importante per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita e per l’intera politica cittadina, che dovrà confrontarsi sul documento più strategico di tutti.
Il Psc è atteso in Giunta a breve e poi passerà in Consiglio comunale. La maggioranza che governa la città considera il Psc come il banco di prova più impegnativo, perché il futuro urbanistico della città e l’aggiornamento del Psc sono stati uno dei punti cardine del programma elettorale del sindaco Fiorita. Il Preliminare del Psc sintetizza i concetti di contenimento del consumo di suolo e rigenerazione urbana, e si pone l’obiettivo di proiettare Catanzaro verso la dimensione di “città dei 15 minuti”, in cui ripensare il concetto di servizio e di spazio pubblico.
Il centro storico di Catanzaro potrebbe diventare il “Polo della Cultura e della città educante”, mentre Lido potrebbe essere il “Polo del turismo balneare e dell’accoglienza verso il mare nostrum”. Il quartiere Sala potrebbe diventare il “Polo della intermodalità”. La vicesindaco Giusy Iemma ha sostenuto che il Psc può essere il punto di svolta per ridisegnare il futuro di Catanzaro, ridando centralità e attrattività al capoluogo di regione.
Il centrodestra ha iniziato a muoversi e a confrontarsi, esprimendo critiche all’impostazione dell’amministrazione Fiorita e dicendo “no a soluzioni non condivise”. All’orizzonte c’è il “convitato di pietra” delle future elezioni comunali, che sono lontane ma non troppo. La consiliatura è entrata nella sua fase conclusiva, considerata la più pericolosa.

