La replica del consigliere Gaetano Ricci non chiarisce nulla e conferma che l’opposizione ha scelto l’allarmismo e la menzogna come unica linea. Si parla di “realtà negata”, ma la verità è che si continua a negare la realtà dei numeri, che smontano il racconto catastrofico costruito sulla stampa.
Il “debito” è agitato come uno spauracchio, ma non viene spiegato. Ricci insiste sull'”evidente crescita del debito”, ma evita di dire quale debito, come se bastasse pronunciare la parola per spaventare i cittadini. La realtà è che il Comune di Celano rispetta i limiti di indebitamento e l’indebitamento esistente è legato esclusivamente a investimenti, come previsto dalla legge.
Il Comune non è in crisi, come si vorrebbe far credere, perché i dati contabili lo smentiscono. I dati dicono che c’è un avanzo presunto di oltre 13,4 milioni di euro e più di 12 milioni accantonati per coprire rischi, crediti dubbi e passività potenziali. Questi sono i numeri di un ente che mette in sicurezza il proprio bilancio, non di un Comune allo sbando.
La riscossione degli accertamenti e degli avvisi non è una colpa, ma un dovere e un obbligo. Recuperare l’evasione è un indirizzo politico di giustizia sociale verso i cittadini che pagano regolarmente le tasse. Il Comune accantona oltre 1,3 milioni di euro nel solo 2026 nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, il che significa che non si finanziano spese con entrate aleatorie.
Si parla di TARI “altissima” e di servizi “ridotti all’osso”, ma senza mai entrare nel merito di PEF, costi del servizio, obblighi ARERA. La TARI è un tributo vincolato, non una tassa usata dal Comune per tappare buchi. La città di Celano è decorosa e pulita, anche se si parla di servizi ridotti.
La pressione fiscale non è aumentata, con IMU, addizionale IRPEF e canone unico invariati. Difficile parlare di “stangata” quando le aliquote restano invariate. Le accuse di ritardi nei pagamenti ai fornitori sono gravi, ma senza alcuna prova. I controlli esistono e parlano chiaro, con i bilanci del Comune accompagnati dai pareri tecnici e dal controllo della Corte dei conti.
La realtà non si piega ai titoli e Celano continua a essere molto più solida di come qualcuno vorrebbe raccontarla e vederla. L’opposizione tenta di sostituire i numeri e i fatti con una narrazione fantasiosa, fatta di palesi bugie, ma la realtà non si nega.

