Il cinema in sala in Italia chiude con un andamento complessivamente stabile. Secondo i dati presentati a Roma da Cinetel, il box office ha raggiunto quota 496,5 milioni di euro, con oltre 68,3 milioni di presenze, risultati sostanzialmente in linea con l’anno precedente, a fronte di una lieve crescita degli incassi e di un leggero calo dei biglietti venduti.
Un equilibrio che tiene, nonostante una minore forza dell’offerta internazionale, grazie soprattutto al contributo del cinema italiano, che ha raggiunto la quota più alta dal 2016, superando il 32% degli incassi e il 33% delle presenze complessive. All’interno di questo quadro, emergono con particolare evidenza i dati relativi all’esercizio cinematografico, con un aumento sia del numero dei cinema attivi sia quello degli schermi, e una crescita significativa delle monosale e delle arene estive.
Le monosale, che rappresentano circa la metà dei cinema italiani, hanno registrato un incremento sia degli incassi sia delle presenze rispetto all’anno precedente, confermandosi un segmento vitale del sistema. Secondo Riccardo Checchin, segretario generale di Acec, l’associazione delle Sale della Comunità, la crescita delle monosale e delle arene non è solo un dettaglio statistico, ma un indicatore di vitalità dei presìdi culturali locali.
Le monosale hanno infatti concentrato oltre l’11% delle presenze complessive, pur rappresentando meno del 10% degli incassi totali, a conferma di un pubblico fidelizzato e di una funzione che va oltre la sola dimensione economica. Le Sale della Comunità possono rafforzare ulteriormente il loro ruolo, non solo come luoghi di programmazione, ma come spazi di educazione all’immagine, incontro tra generazioni, dialogo con scuole e associazioni, e valorizzazione del cinema italiano. Il report Cinetel conferma come la crescita del cinema nazionale sia stata determinante nel compensare la flessione del prodotto statunitense.

