La corte di appello di Firenze ha confermato la condanna dei cinque poliziotti imputati nel processo sul rimpatrio di Alma Shalbayeva, la moglie del dissidente kazako espulsa insieme alla figlia Alua di 6 anni. La condanna è stata confermata come nella sentenza di primo grado emessa a Perugia, ma con una parziale modifica: l’interdizione dai pubblici uffici è stata ridotta da perpetua a 5 anni.
L’accusa è di sequestro di persona a causa di irregolarità nelle procedure di espulsione. Il procuratore generale di Firenze, Luigi Bocciolini, aveva chiesto l’assoluzione dei cinque poliziotti, mentre la parte civile aveva chiesto la condanna per tutti e il risarcimento.

