La pietra utilizzata per la costruzione dell’Arco di Augusto di Rimini, i reperti sull’isola di Mozia in Sicilia e l’origine del cavallino rampante della Ferrari sono solo alcuni degli argomenti trattati nelle domande del primo concorso nazionale per l’abilitazione a guida turistica. Il concorso si è svolto in otto città e ha visto la partecipazione di circa 12mila candidati, su un totale di quasi 30mila iscritti.
La prova scritta consisteva in un test con 92 quesiti a risposta multipla da risolvere in novanta minuti, che coprivano argomenti come storia dell’arte, geografia, storia, archeologia, diritto del turismo, accessibilità e inclusività dell’offerta turistica, disciplina dei beni culturali e del paesaggio. I candidati che raggiungeranno il punteggio minimo di 25/40 accederanno alla prova orale, che consisterà in un colloquio per valutare la conoscenza delle materie scritte e di almeno una lingua straniera.
L’ultimo passaggio per ottenere l’abilitazione sarà la prova tecnico-pratica, alla quale si accederà con un punteggio sopra il 25 nella fase orale. I candidati che supereranno le tre prove saranno iscritti nell’Elenco nazionale delle guide turistiche, che attualmente conta 14.540 professionisti già abilitati. L’esame di abilitazione nazionale è una novità introdotta dalla riforma del settore, con l’obiettivo di introdurre criteri uniformi su tutto il territorio e adeguare il numero di guide turistiche in un Paese che ha visto aumentare gli arrivi turistici internazionali del 14% rispetto al 2019.

