Dieci anni dopo l’Accordo di Parigi, il mondo sta faticando a fronteggiare efficacemente la crisi climatica. Le proiezioni sul riscaldamento globale non hanno registrato progressi significativi per il quarto anno consecutivo. Il Climate Action Tracker ha presentato un aggiornamento globale che mostra come quasi nessuno dei 40 governi analizzati abbia aggiornato il proprio obiettivo climatico per il 2030.
La proiezione di temperatura per il “scenario obiettivi 2030 e 2035” rimane a 2,6°C, lo stesso dell’anno scorso. Ciò significa che i NDC per il 2035 non modificano la soglia per il mantenimento del riscaldamento globale a 1,5°C. Gli scenari delineati dal CAT non inducono all’ottimismo e ulteriori attese e tentennamenti rischiano di allargare il divario tra gli obiettivi climatici e il necessario percorso verso il mantenimento del riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C.
Tra i principali emettitori di gas serra, la Cina e l’Unione europea non sono riusciti ancora a proporre obiettivi capaci di imporre una svolta positiva, mentre gli Stati Uniti hanno fatto peggio, ritirando le politiche climatiche e frenando l’azione globale sul clima. L’inazione da parte di molti governi si deve alla continua espansione della produzione e del consumo di combustibili fossili.
Tuttavia, ci sono segnali positivi, come la crescita delle energie rinnovabili e l’esempio virtuoso di alcuni paesi come il Cile, la Colombia, l’India e la Svizzera, che stanno accelerando la transizione energetica attraverso politiche mirate ed efficaci. C’è sempre meno tempo a disposizione per evitare il pericoloso sforamento del limite di 1,5°C e i governi sono chiamati urgentemente a rafforzare o superare gli obiettivi del 2030, attuando politiche solide e garantendo trasparenza e responsabilità, per salvaguardare un futuro sostenibile.

