Una nuova geografia economica caratterizza i mercati globali, influenzati da dinamiche geopolitiche spietate, sfumature inedite della globalizzazione e dalla crescita feroce dei Paesi emergenti. Altri elementi chiave di questo cambiamento sono il risultato di una nuova economia di scala, dei rincari delle materie prime, dell’aumento dei costi dell’energia e della carenza di manodopera.
Il prof. Claudio Teodori dell’Università degli Studi di Brescia osserva che i dazi sono un problema, ma non il problema principale. I dazi hanno colpito l’economia come altre situazioni in passato e nel presente, come la pandemia di Covid, le guerre, le recessioni, i costi dell’energia, le politiche green e il contesto geopolitico.
Il docente sottolinea che la modesta produttività e la perdita di competitività sono problematiche chiave che non si risolvono con i sussidi, ma richiedono azioni finalizzate a definire le priorità. Queste tematiche saranno discusse durante il Galà dei Bilanci, un appuntamento che coinvolgerà i principali attori del tessuto manifatturiero bresciano e i rappresentanti delle istituzioni.
Il prof. Teodori evidenzia che i dazi possono rendere evidenti problemi esistenti da tempo, come la concentrazione delle esportazioni, e che la differenziazione geografica e merceologica è fondamentale in un mondo dove i cambiamenti geo-politici sono sempre più frequenti e rilevanti. Le prime mille imprese bresciane per volumi di fatturato hanno un giro d’affari di 88,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai due anni precedenti, e un utile netto di 3,32 miliardi, in sensibile riduzione.
Il docente sollecita le imprese a possedere caratteristiche come capitale umano, innovazione, dimensione e sostenibilità per affrontare il futuro. Queste parole devono diventare oggetto di azione immediata con una visione strategica e non solo di breve periodo.

