L’economia globale mostra una resilienza superiore alle attese, ma resta avvolta da crescenti incertezze legate a tensioni geopolitiche, commercio frammentato e spazi fiscali sempre più ridotti. Il nuovo rapporto economico di punta delle Nazioni Unite presenta un quadro in cui la crescita economica globale è prevista al 2,7 per cento, in lieve calo rispetto al 2,8 per cento stimato per il precedente anno e ben al di sotto della media pre-pandemica del 3,2 per cento.
Nel precedente anno, l’economia mondiale ha retto meglio del previsto nonostante il forte aumento dei dazi statunitensi, grazie a una domanda dei consumatori ancora solida e al rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, persistono debolezze strutturali che rischiano di trascinare l’economia globale verso una fase di crescita più lenta e prolungata.
Il rapporto evidenzia che una parziale attenuazione delle tensioni commerciali ha contribuito a limitare le interruzioni degli scambi internazionali. Ma l’impatto dei dazi più elevati e dell’elevata incertezza macroeconomica è destinato a manifestarsi con maggiore intensità nel prossimo anno. Dopo una crescita del 3,8 per cento, il commercio globale dovrebbe rallentare al 2,2 per cento.
L’inflazione continua a scendere, ma resta una sfida centrale. Dopo aver raggiunto il 4,0 per cento, è stimata al 3,4 per cento e dovrebbe ridursi ulteriormente al 3,1 per cento nel prossimo anno. Nonostante il rallentamento dei prezzi, l’aumento del costo della vita continua a comprimere i redditi reali, colpendo in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili e ampliando le disuguaglianze sociali.
Sul piano regionale, la crescita negli Stati Uniti è prevista al 2,0 per cento, leggermente superiore al precedente anno, ma con un mercato del lavoro in graduale indebolimento. Nell’Unione Europea, la crescita dovrebbe scendere all’1,3 per cento, penalizzata dall’impatto dei dazi USA e dal protrarsi dell’incertezza geopolitica. In Cina, l’economia è attesa crescere del 4,6 per cento, mentre l’India continuerà a trainare il Sud Asia con un’espansione del 6,6 per cento. In Africa, la crescita dovrebbe attestarsi al 4,0 per cento, pur restando esposta a livelli di debito elevati e a shock climatici sempre più frequenti.

