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lunedì – 19 Gennaio 2026

Economia italiana in stallo

La condizione dell’economia italiana è considerata soddisfacente dalla maggioranza di governo, che afferma con orgoglio questo fatto di fronte a un’opinione pubblica apparentemente rassegnata. Tuttavia, la realtà è molto meno positiva. Il Pil è fermo a una dinamica deludente da tre decenni, con un aumento annuo dello 0,6%. Anche la produzione industriale è limitata e il dato più allarmante è la produttività, che dal 1995 non ha superato incrementi annui dello 0,4%.

La produttività totale dei fattori è addirittura diminuita negli ultimi due anni, e gli investimenti in beni strumentali non sono ancora tornati ai livelli dei primi anni Duemila. L’occupazione è in aumento, ma l’aumento eccede quello del prodotto, a scapito della produttività, e spesso il lavoro è precario e non corrisponde a professionalità e aspirazioni. La disoccupazione giovanile è alta e il tasso di inattività è sul 33%.

La finanza pubblica resta da risanare in senso strutturale e la pressione fiscale sul lavoro dipendente è cresciuta. Il debito della Repubblica non si discosta dal 130% del prodotto, uno dei massimi fra le economie avanzate. Gli investimenti pubblici non hanno ancora recuperato i valori rispetto al Pil del 2009 e la loro carenza ha concorso allo scadimento delle infrastrutture più preziose. La distribuzione degli averi è divenuta maggiormente sperequata, con quasi 6 milioni di cittadini che sopravvivono a stento in povertà assoluta.

L’inflazione è contenuta, ma a contenerla è il ristagno della domanda globale, non la dinamica della produttività né l’abbassamento dei costi. La legge di bilancio appena varata costituisce l’ennesima conferma della incapacità della classe politica e del mondo degli affari di esprimere la politica economica necessaria alla crescita delle attività produttive. I problemi sono incancreniti e diffondono sfiducia crescente nei cittadini elettori, minando le stesse basi della democrazia repubblicana.

L’urgenza di provvedere è accentuata dal contesto globale, segnato dalla incertezza e dalle tensioni sociali. Il diritto e la cooperazione internazionali sono a un livello molto basso, esponendo l’Italia a serissimi rischi. necessaria un’analisi oggettiva della situazione per poter affrontare i problemi di fondo della società italiana.

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