Marsala si appresta ad affrontare le elezioni amministrative nella primavera del 2026. Il sindaco uscente, Massimo Grillo, si è ritrovato con un “bonus” di sei mesi grazie alla decisione di uniformare le date elettorali in Sicilia. Grillo ha già annunciato la sua ricandidatura, ma in un quadro politico Cambiato rispetto al 2020. All’epoca, aveva una maggioranza enorme in Consiglio comunale, ma col tempo ha perso pezzi e litigato con quasi tutti, e la maggioranza “bulgara” si è sbriciolata. Oggi, il centrodestra che lo aveva sostenuto lo ha scaricato, e Grillo punta a un bis con liste civiche.
Il problema non è solo la rottura con i partiti, ma anche la percezione diffusa in città di un’amministrazione considerata scialba e senza identità. Molti cittadini gli rimproverano di essersi dedicato più agli equilibri e alle nomine che alla qualità dei servizi e alla manutenzione quotidiana della città. Con l’avvicinarsi del voto, Grillo sta provando a chiudere cantieri e progetti e a mostrare risultati, mentre è partita una stagione di spesa pubblica molto visibile, con eventi, contributi e feste.
Sul tavolo ci sono almeno tre nomi principali: Andreana Patti, ex assessore a Trapani, che si gioca la partita sulla competenza; Nicola Fici, il candidato su cui il centrodestra ha deciso di puntare; e Leonardo Curatolo, imprenditore, che corre da outsider con un’impostazione civica. La vera domanda per la città è quale candidato riuscirà a parlare dei problemi concreti senza venderli come slogan. La campagna elettorale è già cominciata, e la differenza la farà la capacità di affrontare i problemi reali della città.

