Il miliardario imprenditore Elon Musk ha convinto un giudice a permettere un processo con giuria sulle sue accuse secondo cui OpenAI, creatrice di ChatGPT, avrebbe violato la sua missione originaria durante la ristrutturazione ad alta visibilità che l’ha trasformata in una entità a scopo di lucro. Musk è stato cofondatore di OpenAI, ma ha lasciato l’azienda e ora dirige una società di intelligenza artificiale che compete con essa.
La giudice distrettuale statunitense Yvonne Gonzalez Rogers ha dichiarato che ci sono “numerose prove” che suggeriscono che i dirigenti di OpenAI abbiano dato assicurazioni sul mantenimento della struttura originaria senza scopo di lucro. La giudice ha affermato che ci sono abbastanza fatti contestati da permettere a una giuria di esaminare le rivendicazioni durante un processo, invece di decidere lei stessa sulle questioni.
La battaglia legale si inserisce in un più ampio confronto per il dominio nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa. Musk sta cercando danni monetari non specificati per quelli che definisce “guadagni illeciti” da parte di OpenAI. Musk sostiene di aver contribuito con circa 38 milioni di dollari ai finanziamenti iniziali di OpenAI, insieme a una guida strategica e credibilità, basandosi sulle assicurazioni che l’organizzazione sarebbe rimasta una no-profit dedicata al beneficio pubblico.
OpenAI, i suoi cofondatori Sam Altman e Greg Brockman, e Microsoft hanno negato le accuse e hanno definito Musk “un concorrente commerciale frustrato che cerca di rallentare un leader di mercato guidato dalla missione”. La giudice ha dichiarato che la giuria dovrà valutare se la causa sia stata presentata oltre i termini di prescrizione.

