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martedì – 13 Gennaio 2026

Enel eccelle nel settore energetico europeo

Enel è tra i migliori performer nel settore europeo delle utility da ottobre del 2024. Questa performance brillante riflette il riassetto strategico del colosso energetico seguito alla nomina del CEO Flavio Cattaneo. Il piano prevedeva 21 miliardi di euro di dismissioni di asset tra il 2023 e il 2025, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del gruppo su sei Paesi chiave. Il piano è stato completato, e il debito netto è sceso di 11,5 miliardi di euro, permettendo a Enel di ridurre la leva finanziaria.

Enel ha già consentito di tornare a operazioni di M&A, con l’acquisizione di asset idroelettrici da Acciona e l’acquisto di asset rinnovabili in Australia. Il mercato ha cercato ritorni sul capitale, e sono arrivati. Il gruppo ha annunciato un nuovo dividendo minimo di 0,46 euro per azione, con un ulteriore potenziale di crescita. Gli azionisti di Enel hanno approvato il riacquisto di azioni proprie fino a 3,5 miliardi di euro, e la controllata spagnola Endesa ha annunciato un programma di riacquisto totale di azioni proprie fino a 2 miliardi entro la fine del 2027.

Le reti di distribuzione elettrica regolamentate sono state molto ricercate dagli investitori, soprattutto dopo la crisi delle rinnovabili. Enel Grids gestisce una Rab di 45 miliardi di euro distribuita tra reti di distribuzione in Italia, Spagna, Brasile, Cile, Colombia e Usa. Tuttavia, i reset tariffari introducono incertezze sul calcolo della Rab e sui meccanismi incentivanti.

In Italia, il periodo regolatorio corrente va dal 2024 al 2027, e il rischio regolatorio rimane. Le concessioni di distribuzione elettrica di Enel in Italia sono attualmente valide fino al 31 dicembre 2030, e la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un meccanismo che consente ai titolari attuali di estendere le concessioni oltre il 2030.

Il titolo Enel in borsa continua a essere scambiato con uno sconto rispetto al settore, e AlphaValue ha un target price a 11,2 euro, il 25% in più rispetto alla quotazione attuale. Ciò lascia margini per un possibile re-rating, anche se il gruppo difficilmente raggiungerà i multipli di Iberdrola. Il rischio sovrano italiano ha recentemente rappresentato un ostacolo minore, offrendo un supporto meritato alla valutazione.

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