Il mondo è diventato instabile e Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, avverte che l’Europa rischia di restare indietro. In un’intervista a Bloomberg, Lagarde sostiene che l’Unione europea è ancora troppo lenta e divisa per affrontare il contesto internazionale radicalmente cambiato. La presidente della Bce afferma che l’Europa deve imparare a reagire con riforme, meno burocrazia e processi decisionali più rapidi, altrimenti rischia di perdere i benefici conquistati con fatica.
Lagarde lega questa urgenza anche ai risultati raggiunti sul fronte dei prezzi, sottolineando che la stabilità monetaria non può reggere se il contesto politico ed economico resta fragile. Inoltre, insiste sulla dimensione sociale e politica, affermando che la crescita delle disuguaglianze alimenta il consenso per i movimenti populisti e mette sotto pressione la coesione delle società europee.
La presidente della Bce difende con decisione l’indipendenza delle banche centrali e afferma che l’autonomia non è un dato acquisito una volta per tutte, ma qualcosa che va difeso e guadagnato nel tempo. Lagarde esclude un’uscita anticipata dal suo mandato e un ritorno nella politica francese, sottolineando che il suo obiettivo è portare a termine la sua missione.
Il messaggio che emerge dall’intervista è meno celebrativo di quanto possa apparire a una prima lettura, poiché Lagarde non rivendica successi, ma segnala limiti e ritardi. L’Europa, sostiene, è stata costretta a muoversi da pressioni esterne più che da una visione condivisa, e ora deve decidere se trasformare questa reazione in un cambiamento duraturo.

