Milano, 11 gennaio 2026, Maria Croce è protagonista di uno spettacolo che racconta la sua storia di donna vinta dalla vita. Il testo “Stabat Mater” di Antonio Tarantino è stato diretto da Luca Guadagnino e voluto fortemente da Fabrizia Sacchi, che lo porterà in scena al Franco Parenti da martedì a domenica.
Fabrizia Sacchi definisce Maria Croce come “un’eroina dei giorni nostri, una donna vinta dalla vita, povera e senza famiglia, borderline” e sottolinea che “la società si accanisce contro di lei, eppure il suo raccontare è come un tocco leggerissimo”.
Antonio Tarantino è noto per il suo sguardo anti-borghese, ma non evita di mostrare la violenza e il cinismo presente anche fra i compagni di sorte di Maria.
Lo spettacolo nasce da un’idea di Fabrizia Sacchi, che convinse Luca Guadagnino a dirigere il monologo. Dopo tanto tempo, è finalmente possibile organizzare la tournée.
La regia di Luca Guadagnino è di carattere ma semplice, in sottrazione, e amplifica il confronto di Fabrizia Sacchi con il testo.
Fabrizia Sacchi ha lavorato con Leo de Berardinis, un’esperienza che definisce “magnifica” e che le ha permesso di acquisire la solidità necessaria per alzare l’asticella.
Il momento più bello della sua carriera è stato il laboratorio al Verdi di Salerno, dove ha lavorato con Leo de Berardinis e ha imparato a leggere la poesia e Shakespeare.
Una scelta sbagliata è stata quella di partecipare a produzioni cinematografiche inadeguate, incapaci di creare le condizioni giuste di lavoro.
Fabrizia Sacchi è vicepresidente di U.N.I.T.A., un’associazione di categoria che protegge i colleghi in situazioni di maltrattamento lavorativo.
Ha rifiutato alcuni ruoli, come quello di Ofelia con Carlo Cecchi, e ha scelto di lavorare con registi come Damiano Michieletto.
I progetti futuri includono la possibilità di lavorare nuovamente con Luca Guadagnino e di portare in scena “La gatta sul tetto che scotta”.
Fabrizia Sacchi recita Maria Croce a Milano
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