12.8 C
Roma
lunedì – 19 Gennaio 2026

Farmaci anti obesità Italia

Uno studio internazionale pubblicato sul British Medical Journal ha esaminato le conseguenze sulla salute e il peso dell’interruzione dell’assunzione dei farmaci anti-obesità, come semaglutide e tirzepatide. L’analisi è stata condotta considerando che circa la metà delle persone affette da obesità interrompe l’assunzione di questi farmaci entro 12 mesi.

I ricercatori hanno selezionato 37 studi pubblicati fino a febbraio 2025, che hanno coinvolto 9.341 partecipanti. Gli effetti su peso e salute dei farmaci anti-obesità sono stati confrontati con diversi interventi di perdita di peso non farmacologici o placebo. La durata media del trattamento per la perdita di peso è stata di 39 settimane, con un controllo successivo in media a 32 settimane.

I risultati hanno evidenziato un recupero medio del peso di 0,4 kg ogni mese dopo l’interruzione del trattamento, e le stime matematiche hanno stabilito che i partecipanti sarebbero tornati al livello pre-farmaci entro 1,7 anni. Il recupero mensile del peso era più rapido dopo l’assunzione di farmaci per la perdita di peso rispetto ai programmi comportamentali di gestione del peso.

Sono stati misurati anche i marcatori di rischio cardiometabolico, come l’emoglobina glicata, il glucosio a digiuno, il colesterolo totale, i trigliceridi e la pressione arteriosa. Anche in questo caso, c’è stato un peggioramento, e le previsioni hanno stimato che i soggetti sarebbero tornati ai livelli pre-trattamento entro 1,4 anni dall’interruzione dei farmaci.

I ricercatori hanno commentato che queste prove mettono in guardia contro l’uso a breve termine di farmaci per il controllo del peso e sottolineano la necessità di ulteriori ricerche su strategie convenienti per il controllo del peso a lungo termine.

Un nutrizionista e psichiatra ha osservato che i farmaci aiutano a disattivare “l’antenato sopravvissuto alla carestia” che ci fa desiderare cibi ad alta densità calorica e fissa il nostro assetto metabolico nella modalità “risparmiatore”. Tuttavia, quando si interrompe l’assunzione di questi farmaci, si torna a mangiare come prima, con tutte le conseguenze del caso, tra cui la ripresa del peso.

Per aiutare chi smette a non riprendere i chili persi, è necessario decolpevolizzare chi soffre di obesità e bisogna che i medici la smettano di inneggiare alla forza di volontà. È anche importante usare il farmaco per un tempo sufficientemente lungo, in modo da creare il “terreno biologico” più propizio per cambiare stile di vita sul lungo periodo. Un programma psicoeducazionale ben strutturato può aiutare a cambiare abitudini alimentari e di vita.

L’uso dei farmaci può dare il meglio di sé all’interno di un percorso di terapia multidisciplinare medico, nutrizionale e psicologico. Il medico può dare linee-guida precise sullo stile di vita da seguire e indicazioni su eventuali riduzioni di dosaggio, che non siano mai brusche, e tenere monitorato il paziente per anni. Il cambio di prospettiva può passare da “mi metto a dieta per un tot di tempo” al “ho cambiato vita, e non solo come modo di mangiare”. L’abitudine è una forza potentissima: se la costruiamo con pazienza e con l’aiuto di persone esperte, nel tempo può cambiare anche ciò che sembra immutabile.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

PIÙ POPOLARI