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lunedì – 19 Gennaio 2026

Ford scommette su batterie cinesi negli Usa

Ford sta ridisegnando la propria strategia industriale negli Stati Uniti, in un mercato delle auto elettriche in rallentamento e in un clima politico sempre più ostile sotto l’amministrazione Trump. Dopo aver ridimensionato drasticamente i piani per le auto elettriche, il gruppo scommette sulle batterie, un asset chiave per il futuro dell’auto e dell’energia. La scelta di utilizzare la tecnologia LFP sviluppata dal colosso cinese CATL consente a Ford di restare competitiva anche mentre riduce l’esposizione diretta sugli EV puri.

Il fulcro della nuova strategia di Ford è l’utilizzo della tecnologia LFP per la produzione di batterie su larga scala per lo stoccaggio energetico. L’accordo di licensing firmato con CATL viene esteso alla produzione di batterie per lo stoccaggio energetico, consentendo a Ford di restare agganciata alla transizione energetica anche mentre riduce l’esposizione diretta sugli EV puri. La scelta offre a Ford un raro vantaggio competitivo: usare innovazione cinese, produrre negli Usa e accedere comunque agli incentivi federali rimasti in vigore per le batterie.

La domanda di elettricità negli Stati Uniti è attesa in forte crescita, trainata soprattutto dai data center, mentre il mercato EV soffre il venir meno dei crediti fiscali e un raffreddamento dei consumatori. Le batterie LFP, meno costose e più stabili, sono oggi la tecnologia di riferimento sia per le auto sia per l’accumulo stazionario. Ford userà gli impianti in Michigan e Kentucky per produrre celle destinate ai sistemi di energy storage, con capacità iniziale pronta entro 18 mesi. La scelta permette di ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Cina, pur continuando a sfruttarne il know-how.

Il riposizionamento di Ford arriva dopo una delle più drastiche inversioni di rotta del settore. Il gruppo ha annunciato una svalutazione da 19,5 miliardi di dollari, cancellando diversi modelli elettrici e sostituendo l’F-150 Lightning con una versione a autonomia estesa. La quota di auto elettriche, ibride e range extender dovrebbe comunque salire al 50% entro il 2030, ma con un approccio molto più prudente. La strategia sulle batterie diventa anche un ponte verso il futuro, con l’obiettivo di sviluppare internamente batterie a basso costo partendo dall’esperienza con CATL. Resta però aperta una domanda: Ford sta davvero chiudendo la porta a nuove alleanze? In Europa, il gruppo aveva dialogato con Renault su piattaforme elettriche condivise, mentre l’amministratore delegato Jim Farley ha più volte elogiato i veicoli cinesi. Il messaggio è chiaro: in un mercato globale dell’auto sempre più competitivo, Ford non può permettersi barriere ideologiche. Le batterie cinesi sono oggi centrali per i costi, la scala e la velocità di esecuzione. La sfida sarà trasformare questa dipendenza tecnologica in un vantaggio industriale stabile negli Usa, senza scatenare una tempesta politica.

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