La legge di bilancio per il SSN ha ricevuto giudizi contrastanti da parte dei sindacati dei medici, delle professioni sanitarie, della maggioranza e dell’opposizione, nonché dalle associazioni di pazienti e del Terzo settore. Secondo l’Anaao Assomed, la manovra rappresenta “una deriva disastrosa per la sanità pubblica” a causa di scelte che anteppongono logiche economiche e lobbistiche alle esigenze del sistema sanitario.
Il sindacato critica in particolare il rafforzamento della farmacia dei servizi, considerato un’ “illusoria risposta” alla domanda di cura, i tagli ai fondi per i farmaci innovativi, la proroga dell’autocertificazione delle competenze per lavorare in Italia e la prosecuzione di misure considerate “bonus e contentini”. Queste scelte rischiano di aggravare le liste d’attesa, favorire la fuga dei professionisti e ridurre l’attrattività del SSN, con il rischio di un progressivo disgregamento del welfare state.
Le professioni sanitarie hanno una posizione più articolata: il presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Diego Catania, valuta positivamente la proroga della sospensione del vincolo di esclusività, ritenendola utile ad aumentare le prestazioni offerte ai cittadini e a valorizzare il lavoro dei professionisti. Tuttavia, critica le misure economiche, sottolineando l’immeritata sperequazione nella detassazione del lavoro non ordinario e chiedendo incentivi uguali per tutti e un confronto immediato con il Governo e il Ministero della Salute.
La maggioranza difende l’impianto della manovra, sottolineando il rafforzamento strutturale del Fondo sanitario nazionale e l’attenzione vincolata a prevenzione, salute mentale, cronicità, screening e personale sanitario. L’opposizione, invece, boccia la legge di Bilancio, sostenendo che la sanità è ancora defìnanziata e che la manovra non affronta le vere emergenze, come la crisi dei pronto soccorso, la carenza di personale e le disuguaglianze di accesso alle cure.
Nonostante le critiche, ci sono anche apprezzamenti mirati: l’Associazione italiana celiachia accoglie con favore l’introduzione della circolarità dei buoni digitali per la terapia senza glutine e lo stanziamento di un milione di euro per interventi su prevenzione, formazione e informazione. Il Terzo settore plaude all’innalzamento a 610 milioni del tetto del 5 per mille, definito un risultato storico che rafforza il rispetto della volontà dei contribuenti e la capacità di impatto sociale degli enti non profit.

