La città di Arezzo ospiterà tre giornate dedicate alla ricerca musicologica internazionale e allo studio della scrittura musicale di Guido d’Arezzo. Il convegno internazionale “Mille anni di notazione musicale guidoniana” si svolgerà dal 2 al 4 dicembre presso il Palazzo della Fraternita dei Laici e sarà un’occasione unica per indagare la continuità e le trasformazioni della scrittura musicale nel corso dei secoli.
In occasione del convegno, verrà allestita la mostra “Con gli occhi della città” nel percorso museale della Fraternita dei Laici, che presenterà una selezione di codici e frammenti musicali medievali e rinascimentali provenienti dagli archivi aretini e dalla Biblioteca “Città di Arezzo”. La mostra sarà inaugurata il 19 dicembre e sarà visitabile fino al 28 febbraio.
Il convegno sarà articolato in tre giornate, con interventi di studiosi provenienti da università e centri di ricerca italiani e internazionali. La prima giornata sarà dedicata alle notazioni del canto liturgico, la seconda alla notazione, alla grammatica musicale e alla cultura d’élite nel tardo Medioevo, e la terza alle pratiche e alle estetiche della notazione moderna e contemporanea.
La mostra “Con gli occhi della città” presenterà testimonianze dirette dell’evoluzione della notazione guidoniana e del ruolo cruciale svolto dalla città nella storia musicale occidentale. Saranno esposti manoscritti liturgici in notazione su rigo e in notazione quadrata su tetragramma, molti dei quali mai esposti al pubblico, provenienti dalla Cattedrale, dalla Pieve di Santa Maria, dall’eremo di Camaldoli e da antichi fondi ecclesiastici e civili.
Il convegno e la mostra sono organizzati dalla Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con la Confraternita dei Laici, e sono stati pensati per celebrare il millenario della notazione guidoniana e per affermare il ruolo di Arezzo come culla della moderna notazione. La Fondazione Guido d’Arezzo è un ente presieduto dal sindaco della città Alessandro Ghinelli e diretto da Lorenzo Cinatti, e ha il compito di gestire le attività e i presidi culturali sul territorio.

