I giovani con i capelli lunghi, noti come “capelloni”, furono oggetto di dibattito culturale in Italia. Questi giovani non si limitarono a creare scandalo con la loro apparenza, ma diedero vita a una corrente letteraria libera e anarchica, fuori dagli schemi dominanti dell’epoca. Scrissero poesie, racconti e romanzi che furono snobbati dall’intellighenzia e dalla critica italiana, compreso Pier Paolo Pasolini, che stroncò il libro “Che puff” di Eros Alesi.
L’antologia “Uccello nel guscio”, curata da Alessandro Manca, raccoglie poesie, racconti e lettere di autori come Aldo Piromalli, Gianni Milano, Gianni De Martino e Paolo Cerrato. Il volume testimonia un’epoca in cui si cominciarono a delineare nuove forme di libertà e a lanciare nuove parole d’ordine. Gran parte del materiale raccolto fu pubblicato in giornali semiclandestini, temuti dalle famiglie e dalle forze dell’ordine.
“Uccelli nel guscio” può essere considerato come l’ampliamento del libro “I figli dello stupore”, curato da Manca, che aveva operato un primo tentativo di mettere ordine nella poesia underground italiana. Ora, Manca regala altre gemme, molte delle quali inedite, che condensano spiritualità, rabbia e ribellione in testi autentici, lontani da qualsiasi tipo di furore ideologico e dalle sbobbe accademiche imposte dalla cultura ufficiale.

