L’onorevole Filippo Sensi, esponente di punta dell’area riformista, afferma che la partecipazione della segretaria Elly Schlein alla kermesse di Montepulciano sancisce un allargamento della maggioranza Pd. Secondo Sensi, ciò rappresenta un dato di fatto da molto tempo e che a Montepulciano si è formalizzato e allargato il cosiddetto “correntone” di maggioranza per sostenere la segretaria.
Sensi sostiene che anche l’area di Energia popolare fa ora organicamente parte della maggioranza, non solo in virtù della “gestione unitaria”. Ciò lascia all’area riformista il compito di fare la minoranza interna in un rapporto di interlocuzione sia con Schlein che con la maggioranza.
Sensi non si preoccupa del fatto che la minoranza si trovi in minoranza, ma afferma che la minoranza non ha fatto il proprio lavoro in passato, trovandosi a gestire un percorso unitario che ha anestetizzato il partito e sterilizzato il confronto dialettico. Secondo Sensi, concetti come stipendi e non solo salari, la linea sull’Ucraina, la sicurezza e la difesa sono frutto del contributo che l’area riformista ha portato al dibattito.
Sensi ritiene che la matematica sia fondamentale, ma che non debba far mancare la tridimensionalità, e che il Pd debba essere il “perno” del centrosinistra senza comportarsi con alterigia, ma con un di più di responsabilità. Inoltre, afferma che non basta un massimo comune denominatore, ma serve un’offerta programmatica in grado di sciogliere alcuni nodi, come la politica internazionale, economica, la sicurezza urbana e i diritti.
Secondo Sensi, le Regionali hanno sancito che il campo si è allargato e che grazie alle esperienze locali si ragiona di coprire fino a Italia viva, allargando anche forza ideale e culturali. Tuttavia, Sensi depreca che spesso le migliori menti del partito si cimentino più su cosa costruire fuori che dentro e che al momento non ravvisa una spinta reale al centro. Occorre rafforzare l’offerta politica del Pd, allargandosi a tutta la società, i sindacati, le categorie, le associazioni, gli ultimi e i penultimi. Un Pd riformista, plurale, accogliente, che parli a tutti.

