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martedì – 16 Dicembre 2025

Il tempo che resta di Bernhard Schlink

Il nuovo romanzo di Bernhard Schlink, “Il tempo che resta”, racconta la storia di Martin Brehm, un professore di diritto in pensione che riceve una diagnosi che non lascia né tempo né speranze. Inizia così a cercare qualcosa che dia un senso ai suoi giorni e gli permetta di lasciare al figlio un’eredità. Martin è un uomo perbene, con una buona cultura e sentimenti apprezzabili, ma anche con un notevole egoismo che non fa scandalo.

La storia si sviluppa intorno alla sua attesa della fine, durante la quale Martin si confronta con i suoi ricordi e le sue priorità. La trama è scarna e la lingua è disadorna, ma emerge un lento riordino delle priorità di Martin, che consegna all’amore e alla letteratura la fragile legittimazione di un’esistenza. Martin si ispira a personaggi letterari come Julien Sorel, Enrico il Verde e Hester Pryne, e scrive sette lettere al figlio David, affrontando temi impegnativi come la fede, l’amore e il lavoro.

La fine del romanzo è modesta ma convincente, con un messaggio di affetto che forma e rassicura chi muore e chi rimane. La trama secondaria accenna ad altre sortite, come la scoperta del tradimento della moglie e la ricerca di notizie sul padre di lei, ma non ci sono approdi per questi gesti. Tuttavia, la storia di Martin si conclude con un senso di gratitudine e di accettazione della sua condizione.

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