Il governo è al centro dell’attenzione a causa di un’inchiesta della magistratura di Milano sulle presunte “interferenze” nella scalata di MPS a Mediobanca. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha negato qualsiasi tipo di ingerenza. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso la sua sorpresa per il fatto che la magistratura si sia risvegliata solo adesso, dopo che il governo ha salvato la banca MPS.
L’inchiesta rischia di trasformarsi in una mina sulla strada del governo, non solo per le intercettazioni che puntano il dito contro il Tesoro, ma anche per le divisioni che può aprire tra gli alleati. In Lega si parla dell'”autonomia” di Giorgetti, mentre in Forza Italia c’è chi ricorda come Antonio Tajani fosse contrario all’utilizzo del golden power governativo per fermare l’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit su Bpm.
Palazzo Chigi non commenta, ma le opposizioni non lasceranno cadere la palla, con la richiesta di chiarimenti in Aula già avanzata da Elly Schlein e Giuseppe Conte. La vicenda difficilmente non rimbalzerà sul governo, che dovrà fare i conti con le possibili divisioni interne e con la pressione dell’opposizione.

