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lunedì – 19 Gennaio 2026

India: la marcia di Modi

Nella parte meridionale dell’India, divisa in due stati con una popolazione complessiva doppia rispetto a quella italiana, il premier Narendra Modi si appresta a superare l’ultima barriera nella sua marcia verso il consenso. Le campagne elettorali in Kerala e in Tamil Nadu segnalano l’avanzata del Bharatya Janata Party (Bjp) di Modi e del partito del Congresso di Rahul Gandhi in territori finora chiusi alle formazioni di destra e di centro radicate al Nord.

Nel Kerala, istruito e comunista, il voto delle amministrative ha segnato la sconfitta dei marxisti nella capitale Thiruvananthapuram a opera del Bjp, mentre il Congresso ha vinto nelle zone rurali. Anche nel ricco Tamil Nadu, dominato dai partiti dell’etnia dravidica, si voterà in aprile-maggio. Il chief minister locale è MK Stalin, figlio di un capo del governo e a sua volta capo del governo per molti anni.

La diffusione della lingua hindi, la più parlata nel subcontinente ma concentrata nella metà settentrionale della nazione, è una delle questioni che il settantacinquenne Modi punta ad armonizzare, finora senza grande successo nel Sud. Modi, che viene dallo stato centro-occidentale del Gujarat, dovrebbe farsi tradurre i comizi in malayalam, la principale lingua del Kerala, o in tamil, la lingua del Tamil Nadu.

L’altro ingrediente dell’espansione di Modi è l’induismo, che pure aumenta la precarietà degli equilibri fra le comunità religiose. Il Tamil Nadu è un riferimento per i pellegrinaggi nei templi di Śiva e Viśnu, mentre il Kerala è più vario con una forte presenza cattolica. Le organizzazioni cristiane sono molto attive anche in campo scolastico.

La condizione dei lavoratori ha influito nella sconfitta dei partiti di sinistra, che temono un’altra débâcle con il voto statale della primavera. La sfida è già in corso, con avvisi che annunciano la visita dei vari politici e file chilometriche di manifesti. Il Bjp ha parecchio da spendere, grazie al sostegno delle famiglie più potenti dell’oligarchia capitalistica nazionale, come il gruppo Tata, che ha finanziato il partito di Modi con 85 milioni di dollari.

L’obiettivo a lungo termine del Bjp resta l’ingresso nel club dei paesi sviluppati entro il 2047, anno del centenario dell’indipendenza dalla colonizzazione del Raj britannico. Modi lavora con il piglio di chi vuole arrivarci, insistendo sulle missioni diplomatico-economiche, come gli incontri con Vladimir Putin e Antonio Tajani a Nuova Delhi. L’accordo con la Russia ha rafforzato gli scambi commerciali, che sono passati da 13 miliardi di dollari nel 2021 a 69 miliardi nell’anno fiscale chiuso a marzo 2025. L’Italia deve recuperare terreno dopo anni di tensioni esacerbate dalla crisi dei marò, con l’obiettivo di passare da 14 a 20 miliardi di scambi commerciali.

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