L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per migliorare la qualità e le condizioni del mondo del lavoro, ma anche un pericolo che potrebbe mettere in secondo piano l’apporto della componente umana. I relatori della seconda giornata del Festival della Libertà hanno discusso i risvolti etici, sociali e culturali di questo tema alla Sala Montelupo di Domagnano.
Secondo Gabriele Micucci, CEO di GMSC Consulting, è fondamentale comprendere e identificare la componente creativa e artigianale dell’attività lavorativa, in modo da poter delegare alle macchine le mansioni più ripetitive e automatiche. La chiave è capire cosa possono fare le macchine e cosa invece può fare l’uomo, valorizzando il contributo della nostra umanità.
Il Vescovo della Diocesi San Marino-Montefeltro, Monsignor Domenico Beneventi, ha sottolineato che gli strumenti digitali e tecnologici sono estensioni dell’uomo e devono facilitare le relazioni e i progetti, senza soffocare la tecnologia. Marta Fabbri, imprenditrice e co-fondatrice dell’azienda sammarinese “Marlù”, condivide questo pensiero, affermando che la tecnologia deve essere a supporto delle persone e non può sostituirle. Per la sua azienda, il centro dell’attenzione sono le persone, e la tecnologia è utilizzata per supportarle.
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