L’Iran ha condannato con fermezza l’operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie, la first lady Cilia Flores, definendola una grave violazione del diritto internazionale e un attacco diretto al principio di sovranità degli Stati. L’ambasciatore iraniano e rappresentante permanente alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, è intervenuto in una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza convocata dopo l’azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela.
L’ambasciatore iraniano ha definito l’operazione americana un atto illegale e assimilabile a “terrorismo di Stato”, in violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare degli articoli che vietano l’uso della forza e l’ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. Secondo Teheran, l’azione degli Stati Uniti configura un vero e proprio atto di aggressione, con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per la pace e la sicurezza internazionale.
Iravani ha inoltre accusato Washington di voler sostituire il diritto internazionale con il proprio diritto interno, creando un precedente “estremamente pericoloso” per l’ordine giuridico globale. L’ambasciatore ha poi criticato l’inerzia del Consiglio di Sicurezza, sostenendo che la mancata reazione alle azioni statunitensi avrebbe favorito un clima di impunità.
In questo contesto, Iravani ha richiamato anche le recenti minacce rivolte dagli Stati Uniti all’Iran, ribadendo il diritto di Teheran a difendere la propria sovranità, integrità territoriale e sicurezza nazionale. L’Iran ha respinto come “infondate” le accuse mosse contro di sé dalla delegazione statunitense, ribadendo il proprio sostegno al popolo e al governo legittimamente eletto del Venezuela e chiedendo alla comunità internazionale, e in particolare al Consiglio di Sicurezza, di intervenire per fermare quella che ha definito una palese violazione dell’ordine internazionale.

