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domenica – 18 Gennaio 2026

Iran: proteste contro il regime

Le proteste contro il regime iraniano proseguono nonostante la repressione e raggiungono il traguardo delle due settimane. A causa del blocco di Internet e dell’interruzione delle linee telefoniche, è diventato più difficile avere notizie dirette delle manifestazioni dall’estero. Secondo l’agenzia Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime è salito a 116.

Il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha parlato di un imminente giro di vite, nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti. Teheran ha intensificato le minacce, con il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad che ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste sarà considerato un “nemico di Dio”, un reato punibile con la pena di morte.

La polizia iraniana ha aumentato il “livello di scontro” sui manifestanti, con il comandante in capo della polizia nazionale iraniana Sardar Radan che ha dichiarato che “il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato”. Sono stati effettuati importanti arresti, con Radan che ha elogiato gli “arresti importanti”, affermando che “i principali responsabili dei disordini di ieri sera sono stati arrestati”.

Il blackout di Internet in Iran ha ormai superato le 60 ore, con i livelli di connettività nazionale che continuano a stabilizzarsi intorno all’1% dei livelli ordinari. Il presidente del parlamento iraniano ha avvertito che l’esercito americano e Israele saranno “bersagli legittimi” se l’America attaccherà la Repubblica Islamica.

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