Sono state identificate 36 persone dalla Digos a Torino in relazione all’irruzione nella sede del quotidiano La Stampa. La loro posizione è al vaglio degli investigatori. Il mondo politico ha condannato l’accaduto, ma si è scatenata anche una polemica dopo le affermazioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati. Albanese ha condannato l’irruzione, ma ha anche avvertito che questo potrebbe essere un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito le parole di Albanese “inaccettabili”, sottolineando che la libertà di stampa è un fondamento della democrazia. Anche il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio hanno condannato l’accaduto. La polemica è stata alimentata dalle reazioni dei leader di maggioranza e opposizione, che hanno definito le affermazioni di Albanese “irresponsabili” e “inquietanti”.
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha commentato che le parole di Albanese sono “irresponsabili e pericolose” e che non possono essere concesse giustificazioni a chi mette i giornalisti nel mirino. Anche la segretaria della Fnsi, Alessandra Costante, ha definito le affermazioni di Albanese “pericolose e penose”. Francesca Albanese ha ribadito la sua condanna al blitz e alla violenza, sottolineando che la violenza finisce per rafforzare il sistema che ci opprime.

