Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha affermato che l’intervento del governo sulla giustizia non ha nulla a che fare con la riforma della giustizia, ma è piuttosto un disegno politico per cambiare radicalmente la Costituzione. Secondo Landini, la divisione delle carriere non è pertinente e mette in discussione l’indipendenza della magistratura.
Questo tentativo si inserisce in un quadro più ampio di azioni del governo, come il tentativo di autonomia differenziata e i decreti sulla sicurezza che mettono in discussione il diritto di sciopero e i diritti del lavoro. Landini sottolinea che difendere e applicare la Costituzione è fondamentale e che è importante andare a votare per affermare la centralità della libertà e della democrazia reale nel Paese.
Per Landini, far funzionare meglio la giustizia significa assumere i 12.000 giovani precari che rischiano di perdere il lavoro e fare gli investimenti necessari per ridurre i tempi e garantire la certezza della giustizia.

