Il fenomeno del phone-ban sta diventando sempre più comune nei ristoranti, non solo in quelli stellati o di lusso, ma anche in locali più informali. Alcuni ristoranti invitano gentilmente i clienti a riporre il cellulare in borsa o a silenziarlo, mentre altri hanno regole più esplicite, come cartelli che indicano il divieto di utilizzare il cellulare a tavola.
Secondo una recente ricerca condotta da TheFork, l’uso dello smartphone durante i pasti fuori casa è in calo. Il 23% degli intervistati dichiara di utilizzare frequentemente il cellulare durante un pasto fuori casa, una quota in diminuzione rispetto al passato. Inoltre, il 77% degli intervistati dichiara di utilizzare il cellulare raramente o mai durante i pasti fuori casa, in crescita rispetto al passato.
Il phone-ban nasce da un fatto di educazione, ma anche dalla constatazione che la presenza continua del telefonino altera il ritmo del pasto, riduce la percezione del valore di ciò che si mangia e frammenta e indebolisce l’intera esperienza. Molti locali parlano apertamente di «qualità dell’attenzione» come nuovo indicatore di qualità del servizio, al pari della materia prima o della carta dei vini.
Alcuni ristoranti italiani e internazionali stanno adottando il phone-ban, offrendo incentivi ai clienti che decidono di lasciare il cellulare fuori dal tavolo. Ad esempio, il ristorante Al Condominio di Verona offre una bottiglia di vino a ogni coppia che sceglie di riporre i propri smartphone nella loro cassetta condominiale. Altri locali, come il Stonehenge Ristobar di Teramo, offrono uno sconto fino al 15% sul conto a chi lascia il telefonino al cameriere prima di sedersi a tavola. Questa tendenza è importata dall’estero, dove ristoranti come il Café Brecht di Amsterdam e il ristorante Hearth di Manhattan stanno proponendo eventi di radicale disconnessione, come digital detox hangouts e cene senza interferenze digitali.
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