12.8 C
Roma
lunedì – 19 Gennaio 2026

La rinascita delle potenze mondiali

Il 22 maggio, Clement Attlee, il capo dei laburisti, si pronunciò alla Camera dei Comuni contro la proposta del governo di potenziare la RAF di fronte al riarmo tedesco. Sostenne che la politica non doveva essere basata sulla ricerca della sicurezza nel riarmo, ma nel disarmo e nella completa abolizione di tutti gli armamenti nazionali, con l’istituzione di una forza di polizia internazionale agli ordini della Società delle Nazioni.

Tuttavia, la storia ha dimostrato che la presunta debolezza militare britannica consentì ad Hitler di scatenare l’aggressione. Oggi, ci siamo cullati nell’illusione di avere raggiunto un sistema armonico nei rapporti internazionali, senza accorgerci che l’armonia regnava da una parte sola, quella dove ci si era illusi di avere raggiunto un inscalfibile livello di benessere.

I più importanti conflitti mondiali hanno preso origine da rivoluzioni economiche che hanno minacciato la sopravvivenza dei vecchi centri di potere, aprendo la strada a nuovi protagonisti. La rivoluzione cibernetica sta mettendo in discussione il sistema geopolitico consolidato dopo la Seconda guerra mondiale. Ciò che sta avvenendo è la lotta per appropriarsi degli strumenti necessari per mantenere il primato tecnologico.

Di fronte a questa nuova realtà, stanno venendo meno i vecchi meccanismi di solidarietà internazionale e di deterrenza. Tutti i Paesi che hanno mantenuto una propria consistente forza militare si sono ritenuti autorizzati ad usarla per tutelare in primo luogo i propri interessi. E lo stanno facendo.

Noi europei vogliamo la pace, forse più che per un intento umanitario, perché vorremmo conservare il più a lungo possibile l’attuale status quo, che fino ad oggi ci ha garantito un tenore di vita sconosciuto nella maggior parte del pianeta. La pace non può essere espressione di un innato spirito di fratellanza tra i popoli, ma deve essere un’esigenza razionale e un dovere concreto per ogni essere umano, che può essere raggiunta attraverso l’istituzione di un diritto internazionale.

Tuttavia, il diritto funziona se lo applica chi gode di una incontestabile posizione di primazia. Nei rapporti internazionali, il diritto è diventato uno strumento che funziona quasi esclusivamente su una base volontaria. Oggi lo strumento a cui si sta facendo prevalentemente ricorso è la forza, economica o militare. A nulla serve invocare astrattamente la pace: occorre costruire le precondizioni perché il diritto possa trionfare sulla forza.

Per non finire in una trappola, occorre preliminarmente affrontare le due questioni che limitano l’efficacia dell’approccio giuridico. La prima è che la legge, quando non può essere imposta, deve essere almeno condivisa tra soggetti omogenei. La seconda è che, in caso di soggetti disomogenei, ci deve essere un organismo che effettivamente disponga della forza necessaria per porre in essere i meccanismi sanzionatori previsti.

In mancanza di un effettivo e condiviso accrescimento dei poteri e della forza degli organismi internazionali, non resta altro che rafforzare il potere deterrente di ogni realtà statale. una battaglia che vale non solo per noi, ma per l’intero mondo civile.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

PIÙ POPOLARI

Atletica Emilia Romagna

Salute a Torino

Apple Pay Cina