Il romanzo “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia costituisce la summa dei pilastri fondamentali del suo pensiero, ovvero il valore incrollabile della ragione e la forza del dubbio come metodo costante per analizzare la realtà senza pregiudizi. La Sicilia sciasciana rappresenta simbolicamente un mondo corrotto in cui l’ingiustizia predomina a causa di una forte compromissione delle istituzioni con i gangli mafiosi.
Il brigadiere Lagandara, protagonista del romanzo, dimostra che la storia della morte del diplomatico Roccella, liquidata come “suicidio”, ha in realtà una complessità maggiore di quanto si possa immaginare, trattandosi di un omicidio determinato dalla necessità di eliminare un testimone scomodo. La verità emerge dalla lotta dura del brigadiere contro la collusione del commissario e dalla pigrizia intellettuale delle altre autorità.
Il professor Carmelo Franzò rappresenta un elemento cruciale per l’interpretazione degli eventi e offre al brigadiere Lagandara un metro di paragone morale e intellettuale. Il professore ribadisce il pensiero di Sciascia, secondo cui la cultura e il ragionamento lucido sono l’unica vera difesa contro l’inerzia, l’omertà e la violenza mafiosa. La frase “l’italiano non è l’italiano: è il ragionare” condensa il nucleo più profondo del romanzo e sottolinea l’importanza della lingua come fondamento del pensiero critico e della logica.
Sciascia lega indissolubilmente la lingua alla moralità e all’onestà intellettuale, sostenendo che imparare a usarla con precisione significa sviluppare un senso di verità e giustizia. Il magistrato, che ha poca padronanza della lingua, non ha solo una lacuna formale, ma anche una mancanza di lucidità morale che lo rende parte di un sistema corrotto.
Il messaggio fondamentale del romanzo è affidato al professore, che sa leggere dentro i fatti e definisce “errore” il comportamento del commissario durante le indagini. Le parole “subspicere” e “intelligere” rappresentano il testamento di Sciascia per comprendere qualsiasi “storia semplice” del presente. Il romanzo sottolinea l’importanza di andare in profondità e di non accontentarsi delle apparenze, e invita a riflettere sulla giustizia e sulla corruzione in una società moralmente compromessa.

