Il Libano è stato definito un paese “aggredito” e “piagato”, dove musulmani e cristiani sono vittime di campagne terroristiche e di un nemico israeliano. I Patriarchi e i leader religiosi del paese hanno lanciato un appello per aiutare il Libano durante un incontro ecumenico e interreligioso a Beirut.
Le tensioni con Israele sono emerse durante la visita di Papa Leone XIV in Libano, dove ha esortato i giovani a cambiare il corso della storia nonostante l’eredità di un mondo lacerato da guerre e ingiustizie sociali. Il Papa ha affermato che gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente, che talvolta guarda a questa regione con timore e scoraggiamento di fronte a conflitti complessi e di lunga data.
Tuttavia, il Pontefice ha sottolineato che in mezzo a queste lotte si può trovare speranza e incoraggiamento, chiamando le nuove generazioni a essere “linfa” per il paese e a progettare un futuro di pace e sviluppo. Il vero rinnovamento, secondo il Papa, comincia dai gesti quotidiani, come l’accoglienza del vicino e del lontano, la mano tesa all’amico e al profugo, e il difficile ma doveroso perdono del nemico.
Il Papa ha anche affermato che l’unità, la riconciliazione e la pace sono sempre possibili e che il popolo del Libano rappresenta un potente esempio. Ha invitato a continuare a sperare e a lavorare per la pace, anche di fronte all’orrore della guerra e alle sfide della vita quotidiana. Il Papa ha inoltre ricordato l’importanza di un impegno di tutti affinché nessuno debba più fuggire dal proprio paese a causa di conflitti assurdi e spietati.
Infine, il Papa ha espresso l’auspicio che nel Libano, dove minareti e campanili sono fianco a fianco, possano suonare insieme ogni campana e ogni adhan, e che ogni richiamo alla preghiera si fondi in un unico inno per implorare il dono divino della pace.

