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martedì – 16 Dicembre 2025

Malnutrizione in Italia

La malnutrizione è una componente spesso sottovalutata nei percorsi di cura oncologica, con conseguenze cliniche e sociali rilevanti per i pazienti e le loro famiglie. In Italia, circa 3,7 milioni di persone convivono con una diagnosi di tumore, e per molti di loro la malnutrizione è una condizione silenziosa ma decisiva nel percorso di cura.

Il 30% dei pazienti arriva alla diagnosi già in condizione di rischio nutrizionale, e nelle fasi avanzate la cachessia e la sarcopenia colpiscono fino all’80% dei malati, moltiplicando mortalità, complicanze e durata delle degenze. Ciò comporta un conto finale non solo sanitario, ma anche economico, con costi aggiuntivi a carico delle famiglie per mantenere la possibilità di nutrirsi durante le terapie.

Gli Alimenti a fini medici speciali (Afms) e i Supplementi nutrizionali orali (Ons) sono strumenti utilizzati per affrontare questa condizione, con un’efficacia documentata per il miglioramento dello stato nutrizionale e la riduzione del rischio di ricovero. Tuttavia, l’accesso a questi prodotti rimane eterogeneo, con differenze territoriali marcate e costi a carico delle famiglie.

Secondo Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, gli Afms e gli Ons sono “veri e propri presidi terapeutici, prescritti dal medico e spesso indispensabili per garantire la possibilità stessa di nutrirsi”. La struttura della popolazione italiana, con un alto numero di persone over 65 e patologie croniche, rende la malnutrizione un elemento che “compromette la qualità della vita e l’efficacia delle terapie”.

Per ampliare l’accesso a questi prodotti, si stanno sviluppando iniziative indipendenti, come la rimborsabilità degli Afms nelle polizze assicurative, e sul piano istituzionale sono stati presentati emendamenti riguardanti la detraibilità fiscale degli Afms e l’introduzione di screening nutrizionali strutturati. Il quadro che emerge è quello di un bisogno assistenziale reale, documentato e ancora non pienamente integrato nei percorsi standard di cura.

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