La vocazione letteraria di Mario Pomilio arriva per caso a Teramo, mentre è impegnato come Commissario agli Esami di Stato nella sua terra natale, l’Abruzzo. Mario Pomilio nasce ad Orsogna, un piccolo paese dell’entroterra in provincia di Chieti, figlio del maestro elementare socialista Tommaso Pomilio e di Emma di Lorenzo, di profonda fede cattolica.
Da bambino si trasferisce con la famiglia ad Avezzano, dove compie gli studi classici per poi laurearsi in Lettere alla Scuola Normale di Pisa, con una tesi su Luigi Pirandello. Nel dopoguerra si specializza a Bruxelles e Parigi analizzando il tema del “furor poetico” nella letteratura medievale, mentre aveva già intrapreso la carriera di insegnante in diversi licei di Napoli. Il suo primo romanzo, “L’uccello in gabbia” (1954), che ha come protagonista un sacerdote, si ritrova le caratteristiche della sua produzione letteraria, tutta dominata da dubbi, riflessioni e domande.
Il romanzo successivo “Il testimone” (1956) è un giallo ambientato a Parigi, mentre il terzo, “Il nuovo corso” (1959) è una rilettura dei fatti di Ungheria del 1956. Negli stessi anni Pomilio fonda con gli amici Michele Prisco, Luigi Compagnone, Domenico Rea e Luigi Incoronato, la rivista “Le ragioni narrative” (1960-61), che si posiziona contro le sperimentazioni avanguardiste e “il riposo morale della coscienza”.
Nel 1965 esce “La compromissione”, un romanzo dal forte sapore autobiografico ambientato a Teramo, che analizza le vicende dei giovani della Resistenza del ’45 come Pomilio, attraverso un profondo esame di coscienza dei compromessi intellettuali vissuti in quegli anni difficili. Il libro, apprezzato sia a destra che a sinistra, vince il premio Campiello e apre a Pomilio la strada del successo.
Nel 1975 pubblica un altro testo importante, “Il quinto evangelio”, un insieme tra saggio, racconto, documenti, lettere, versetti, sulle tracce di un antico e inedito «quinto evangelio». Nel 1983 vince il premio Strega con “Il Natale del 1833”, un romanzo-saggio dedicato al giorno della morte di Enrichetta Blondel, la moglie di Alessandro Manzoni.

