Ricostruire la medicina generale su basi più solide, moderne e integrate è l’obiettivo annunciato al 42° Congresso SIMG. La professione sta vivendo un momento di transizione caratterizzato da un ricambio generazionale accelerato, nuove esigenze formative, strumenti digitali emergenti e un ridisegno complessivo della sanità territoriale. Per Alessandro Rossi, presidente SIMG, la priorità è ridefinire le competenze specifiche della medicina generale in modo chiaro e moderno.
La transizione non può prescindere da una formazione strutturata lungo tutto l’arco professionale. SIMG sta lavorando a un documento di profilo curricolare unico che accompagni lo studente dalla laurea alla futura specializzazione quadriennale di impronta universitaria. L’innovazione non significa solo intelligenza artificiale e digital health, ma anche la centralità dell’uomo. Tra le novità annunciate, un grande centro SIMG di formazione avanzata e ricerca dotato di simulation room e tecnologie di ultima generazione.
Claudio Cricelli, presidente emerito SIMG, introduce il concetto di “terza via”, un paradigma che rifiuta le tradizionali contrapposizioni che hanno immobilizzato l’organizzazione e la governance delle cure primarie. La “terza via” non è un compromesso, ma un salto evolutivo che propone qualcosa di realmente nuovo. Cricelli sottolinea l’importanza della formazione e propone una scuola nazionale di medicina generale con declinazioni regionali ma criteri uniformi e livello specialistico.
Il senatore Francesco Zaffini, presidente della X Commissione del Senato, conferma l’impegno a sostenere legislativamente la trasformazione della medicina generale. La professione deve recuperare consapevolezza di sé e tornare a essere il front office del sistema sanitario. Servono strumenti più solidi e una valorizzazione economica coerente con la centralità del ruolo. Zaffini annuncia un intervento atteso da decenni: la trasformazione della formazione dei medici di medicina generale in una formazione specialistica universitaria.

