Lo studio dell’International Capital Market Association evidenzia come il carbon pricing stia entrando in una fase di maturità decisiva, grazie alla combinazione di mercati regolamentati, mercati volontari e nuovi strumenti finanziari. I mercati del carbonio stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nell’indirizzare capitali e sostenere gli obiettivi globali di decarbonizzazione.
I mercati regolamentati, come l’EU ETS, operano con un modello “cap-and-trade”, in cui le aziende devono acquistare crediti per compensare le proprie emissioni residue. I mercati volontari, invece, si caratterizzano per una portata realmente globale e offrono alle imprese strumenti utili per anticipare futuri obblighi regolatori o per sostenere iniziative con ricadute ambientali e sociali rilevanti.
L’analisi dell’ICMA offre un quadro aggiornato del funzionamento delle diverse tipologie di crediti e mercati, e mostra come strumenti, governance e innovazione finanziaria stiano ridisegnando l’architettura globale del carbon pricing. I mercati del carbonio stanno ridisegnando le strategie finanziarie e di transizione di governi e imprese, e hanno contorni sempre più definiti, sospinti dall’evoluzione normativa e dalla crescente pressione sugli investitori.
I mercati regolamentati hanno raggiunto una massa critica senza precedenti, con un valore delle allowance scambiate che ha sfiorato i 950 miliardi di dollari. I mercati volontari, invece, restano marginali, ma conservano un potenziale di impatto globale grazie alla loro natura transnazionale e alla capacità di mobilitare progetti di riduzione o rimozione del carbonio in contesti molto differenti.
La finanza sostenibile e l’innovazione giocano un ruolo importante nel settore, con strumenti innovativi che cercano di integrare performance ambientale e ritorno finanziario. Gli “outcome bonds” della Banca Mondiale rappresentano un modello interessante, dove parte del rendimento dell’obbligazione è collegata al valore dei crediti generati dai progetti finanziati, creando un legame diretto tra investimento e impatto ambientale. Le prospettive future indicano un’espansione dei compliance markets, soprattutto nei paesi emergenti e nelle economie interconnesse all’Europa.

