Il 2025 è stato un anno caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e numerose guerre in diverse parti del mondo, con centinaia di migliaia di morti. Nonostante ciò, i mercati azionari hanno registrato una forte crescita sia negli Stati Uniti che in Europa.
I conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni su rotte energetiche e commerciali strategiche, non hanno portato al crollo sistemico atteso da molti osservatori, ma hanno convissuto con indici ai massimi. L’indice Msci World è salito del 20%, l’indice Msci dell’Asia-Pacifico del 25% e l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha guadagnato quasi il 17%, miglior risultato dal 2021.
Wall Street ha chiuso l’anno con rendimenti robusti, sostenuta dalla tenuta degli utili, dall’attesa di una svolta monetaria e dal ruolo trainante dei grandi gruppi tecnologici. Le Borse europee hanno beneficiato del rimbalzo ciclico, della forza del settore bancario e dell’espansione della spesa per difesa e sicurezza. L’avvio del nuovo anno conferma questa tendenza, con mercati che sembrano aver interiorizzato i conflitti come una variabile strutturale, non più eccezionale. La guerra non è più uno shock improvviso, ma uno scenario di fondo con cui la finanza ha imparato a convivere e in alcuni settori a prosperare.

