Le prospettive per le imprese italiane nei mercati del Mercosur sono incoraggianti, con un potenziale giro d’affari che potrebbe raddoppiare fino a 14 miliardi. La cancellazione dei dazi pesantissimi potrebbe portare a un risparmio di quasi un miliardo all’anno. I numeri dell’interscambio attuale e dei tempi di crescita non bastano da soli a far comprendere i vantaggi per l’Italia dopo il via libera all’accordo di libero scambio tra Ue e le principali economie del Sud America.
I dati più recenti ci dicono che il made in Italy esporta in Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia per un valore vicino ai 7,5 miliardi. A regime, le vendite potrebbero crescere di un 40 per cento all’anno, per arrivare già all’inizio del prossimo decennio a un fatturato superiore ai 14 miliardi. Confindustria ha calcolato un aumento annuo di un miliardo solo per i beni del “Bello e Ben Fatto”, cioè il meglio di alimentare, moda e arredamento.
Le nostre industrie possono andare all’incasso: risparmieranno all’anno poco meno di un miliardo in dazi e ulteriori tariffe restrittive locali. Il centro studi Unimpresa ha stimato che la sola meccanica potrebbe, a regime, vedere crescere di un miliardo le commesse, sostenuto dalla domanda di macchinari per l’agroindustria, l’automazione, il packaging, l’energia e la logistica. Si attendono maggiori guadagni anche per i servizi e per l’agrifood.
Per sfruttare al massimo queste opportunità, il sistema Italia deve partire un percorso virtuoso, di natura organizzativa, con le aziende che devono rafforzare i sistemi di logistica, le reti di vendita o adeguare la propria contabilità alle nuove valute. Le intese di libero scambio portano sempre crescita nell’export a due cifre. Il Mercosur si avvantaggia anche di una spinta demografica, ma per rafforzare queste prospettive è necessario lavorare anche per facilitare il grado di integrazione delle industrie locali nelle catene del valore internazionale.

