La grande manifestazione svoltasi a Termoli ha ribadito con forza la volontà di non accettare il declino industriale della regione e la rinuncia alla Gigafactory decisa dal Governo. Secondo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, solo un intervento diretto della Presidenza del Consiglio può ancora costruire un piano credibile per salvare la produzione di batterie a Termoli e garantire un futuro all’automotive italiano.
Gravina ha partecipato sia al presidio Usb che alla manifestazione unitaria, sottolineando l’importanza di ascoltare ogni voce che difende il futuro industriale del territorio. Ha fatto notare che la joint venture Stellantis-CATL in Spagna, con un investimento di 4,1 miliardi di euro, porterà 3.000 nuovi posti di lavoro stabili e infrastrutture, a differenza dell’Italia dove Stellantis ha sostenuto che la produzione elettrica non fosse sostenibile.
Gravina attribuisce la differenza alle scelte dei governi, con Madrid che ha imposto condizioni e costruito un piano industriale, mentre il Governo italiano ha scelto l’inazione. Chiede quindi una trattativa vera con Stellantis e un piano industriale chiaro per garantire produzioni immediate e commesse certe. Denuncia anche le contraddizioni del presidente Roberti e critica il Ministro Urso e il senatore Della Porta per non aver agito efficacemente.
Gravina sottolinea che la produzione di batterie è fondamentale per mantenere in Italia la manifattura automobilistica e che rinunciare a Termoli significherebbe perdere una parte strategica della filiera. Indica la strada da seguire per invertire la rotta, come calmierare i costi dell’energia e investire in formazione e infrastrutture. Chiede infine al Governo di convocare immediatamente un tavolo permanente con Stellantis, Regione Molise, sindacati e Ministeri competenti per salvare la Gigafactory di Termoli.

