Il 2026 si annuncia come un anno pieno di mostre interessanti da vedere in giro per il mondo tra arte contemporanea, fotografia e design. Il programma espositivo disegna un atlante fitto di appuntamenti per cui vale davvero la pena viaggiare, tra monografiche, visioni curatoriali forti, progetti capaci di trasformare le città in destinazioni culturali.
Il viaggio dell’arte comincia in Italia, dove Venezia si conferma epicentro creativo con la Biennale Arte, guidata dalla visione di Koyo Kouoh, e con Homo Faber a settembre, a cura di Es Devlin. Imperdibile anche “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, racconto dell’audacia con cui la mecenate americana seppe anticipare linguaggi e futuri.
A Milano, due grandi retrospettive: “Anselm Kiefer. Le Alchimiste” e “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, entrambe allestite a Palazzo Reale. Sempre in città, arriva il mondo onirico di Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca. Da non perdere anche “White Out. The Future of Winter Sports”, riflessione su clima, tecnologia e architettura alpina alla Triennale, e il progetto di Cyprien Gaillard all’Osservatorio di Fondazione Prada.
Firenze rilancia con il tributo a Mark Rothko, a Palazzo Strozzi, dove il colore incontra la misura rinascimentale. L’Europa diventa un vero circuito da seguire tappa dopo tappa, con Londra che concentra una stagione memorabile: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern e la celebrazione di Elsa Schiaparelli al Victoria and Albert Museum.
Parigi risponde con una mostra-manifesto come “Clair-obscur” alla Bourse de Commerce, dove ombra e luce diventano strumenti per leggere il presente. E poi c’è Manifesta, che approda nella Ruhr, in Germania: un territorio industriale riconvertito in laboratorio critico sul futuro dell’Europa. Il viaggio si chiude oltreoceano, a New York, con una mostra destinata a riscrivere ancora una volta la storia dell’arte: la più ampia retrospettiva americana mai dedicata a Marcel Duchamp al MoMA.

